lA NOSTRA STORIA



I Thunder Roma, nascono nel  1996 da un'idea di  alcuni ragazzi affetti da distrofia muscolare dotati di carrozzina elettrica, soci e utenti della U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare) sezione laziale, che decisero di riunirsi ed allenarsi per poter giocare a wheelchair hockey.


Agli inizi si allenavano una volta a settimana e tramite l'aiuto dell'Associazione sportiva circoscrizionale Roma 7, i  Thunder riescono ad ottenere l'allenatore Fabrizio De Santis. I Thunder crescono grazie al supporto tecnico e finanziario della U.I.L.D.M. e alle quote mensili degli atleti che venivano destinate alle spese di gestione della squadra. Agli inizi del 1997 si iscrivono al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano) ed alla W.H.L. (Wheelchair Hockey League) e partecipano per la prima volta al campionato nazionale. Nel settembre del '97 gli iscritti alla squadra diventarono 10, anche gli allenamenti aumentarono, a due alla settimana: Il primo il giovedì, con Fabrizio De Santis, il secondo il sabato con Sergio De Franceschi.


La squadra partecipò per la seconda volta al campionato con una gara di spareggio contro i Dolphins di Ancona dove vinsero per 10 - 2 ed arrivarono fino ai quarti di finale a Chiavari dove incontrarono  gli  Sharks di Monza e persero 5 a 0. Nel 1998/99 arrivarono nei Thunder nuovi giocatori tra cui i due gemelli Lazzari, in quella stagione i Thunder riuscirono a qualificarsi per i quarti di finale battendo per 1-0 i vice campioni d’Italia dei Magic Torino riuscendo nella conquista di una storica e insperata semifinale. I Thunder nel turno successivo  si trovarono di fronte i campioni d’Italia in carica del Dream Team Milano e dopo una partita combattutissima  uscirono battuti  per 3-2. Nella finale del 3°/4° posto i Thunder incontrarono gli  Sharks di Monza dove persero per 6 - 4. Nel ‘99 la suadra decise di  costituirsi formalmente in Associazione Sportiva e Culturale O.N.L.U.S. con il nome di THUNDER ROMA con atto costitutivo e statuto, del 12 novembre 99. Nella stagione 1999/2000 al termine del girone, i Thunder si qualificarono nuovamente per i play-off dove,  nel quarto di finale scontrarono i Blue Devils di Genova e vinsero con il risultato di 3-1, in semifinale i Thunder giocarono di nuovo contro il Dream Team di Milano e dopo aver chiuso il primo tempo con il risultato di 4-2 in proprio favore persero il match  con il risultato di 9-6 . Nella finale del 3°/4° posto contro le Aquile Palermo  i Thunder si imposero ai calci di rigore dopo aver terminato i tempi regolamentari  con il punteggio di 5-5.


Nell’anno 2000/2001 i Thunder si qualificarono brillantemente alle fasi finali ma queste non vennero disputate per problemi logistici e organizzativi. Sarebbe stata forse la volta buona.


La stagione 2001/2002 fu quella della consacrazione. I Thunder si trovarono in un girone di ferro    ma riuscirono a superare ogni ostacolo posizionandosi al primo posto. Nei quarti di finale contro gli All Blacks Genova con il risultato di 10-1 e nella semifinale contro i Red Cobra Palermo per 4-0.  Con queste due vittorie i Thunder accedono per la prima volta nella loro storia alla finale del campionato Italiano, contro i Blue Devils di Napoli dove dopo aver dominato il primo tempo e gran parte del secondo si fanno rimontare e buttano via la partita perdendo con il risultato di 5-3.


La Stagione 2002/2003 vede ancora protagonista la squadra capitolina che si trova per l’ennesima volta in un girone molto delicato ma superato senza alcun problema se non quello della paura di ripetere la storia della stagione precedente. Nei quarti la gara contro i Magic Torino già affrontati nel 98/99 i Thunder si impongono per 6-2. La semifinale fu preceduta da un accesa discussione per via di un anomalia nella carrozzina del portiere del Palermo al quale la pallina non passava come da regolamento per cui i Thunder affrontarono gli Al Blacks battendoli per 9-1. La finale fu ancora Thunder - Blue Devils ma questa volta la squadra capitolina fu surclassata da un tremendo 8-3.


Il campionato 2003-04 iniziò con alcune novità, il campionato non si fece più con il C.S.I. (Centro Sportivo Italiano) ma con la F.I.W.H. (Federazione Italiana Wheelchair Hockey) coadiuvata dalla W.H.L. (Wheelchair Hockey League) e U.S. A.C.L.I. (Settore Arbitri) che faranno parte della F.I.S.D. (Federazione Italiana Sport Disabili). Vennero introdotti i punteggi per ogni atleta in base alla mobilità e alla forza fisica. In questo campionato non si iscrissero i temibili Blue Devils e Red Cobra, per cui, sembrò sin dall’inizio l’ultimo appello per i Thunder Roma. Superarono agevolmente il proprio girone. Arrivati alle finali  si trovarono ad affrontare nei quarti Bologna, superandola per 9-2 ma fu in semifinale che i Thunder si trovano di fronte ad un enorme novità infatti contro i giovanissimi Magic Torino non possono schierare i due gemelli Lazzari  perdendo così per 5 - 2. Nella finale per il 3° e 4° posto affrontarono i temibilissimi Skorpions di Varese la neonata squadra di Claudio Carelli dopo un interminabile gara stoppata per lungo tempo dopo una caduta di Matteo Mutti  a poco dal termine su risultato di 3-2 per i Thunder perdendo una palla dietro la propria porta regalano il 3-3 a Varese che poi nei tempi supplementari passano per il 4-3 finale.


La stagione 2004-2005 inizia con una piacevole novità la Coppa Italia. Inseriti in un girone agevole mettono un record ineguagliato e difficilmente eguagliabile ossia 70 goal fatti e 0 subiti . Si trovano prima delle Finali nazionali del campionato  ad affrontare le finali di Coppa Italia. Il destino anche se non ha ancora mostrato tutta la sua perfida natura, vuole che si incontrino in semifinale i Thunder di Roma e gli Skorpions Varese che vincono per 3-0 strappando solo all’ultimo questo vantaggio. Varese poi vincerà La Coppa. Nelle finali ancora prive di un protagonista come Napoli vedono i Thunder affrontare nei quarti gli All Blacks Genova battendoli per 7-4 e nelle semifinali i Dolphins di Ancona passando per 7-2 ed è ancora finale per una squadra che come poche è riuscita sempre ad imporsi a distanza di pochi anni come una protagonista unica di questo sport 3 volte finalista in 4 anni. Ancora finale ed ancora Skorpions Varese ed è qui che il destino consuma il suo fine: per lungo tempo sotto di due goal a 6 minuti dal termine i Thunder tirano fuori l’unica forza che ragazzi come loro possono tirar fuori... e non di certo quella fisica, segnando in 5 minuti 4 goal e rimanendo fino a 40 secondi dalla fine Campioni d’Italia. Un urlo strozzato quando Marco Lazzari perse palla e Tiziano Fattore siglò il pareggio. Nei tempi supplementari è un altra forza a farla da padrone: quella fisica di Varese che vinse per  8-6.


Il 2005/2006  inizia con una bella novità... nei Thunder gioca Luca Vittadello prelevato dal Coco Loco di Padova...

Dopo aver perso in finale per tre volte negli ultimi quattro anni, i Thunder Roma si sono aggiudicati lo scudetto 2005/2006 strappandolo dalle maglie degli Skorpions Varese vincitori della passata edizione. Dopo aver dominato il girone composto dai Dolphins Ancona, gli Albalonga’s Craziest Cows di Albano ed i 3 volte campioni d’Italia dei Blue Devils Napoli vincendo tutte le partite ed avendo per il terzo anno consecutivo la difesa meno perforata ed il miglior portiere, gli atleti di Roma sono arrivati alle fasi finali che si sono svolte dall’8 all’11 Giugno a San Benedetto del Tronto. Nei quarti di finale hanno incontrato gli Star Trek di Trapani: partita senza storia e risultato finale di 8-0.


In semifinale grande partita, grande concentrazione e difesa rocciosa contro i Blue Devils di Genova che vengono battuti con un classico 2-0. La finalissima è contro i Dream Team di Milano, squadra che ha tre scudetti in bacheca. Partita tiratissima, a tratti dura che finisce 1-1 ai tempi regolamentari; nei supplementari ripassano in vantaggio i Thunder che però, per una disattenzione, a soli due secondi dalla fine subiscono il pari: comincia la giostra dei rigori con i portieri protagonisti tanto che di dieci tiri dal dischetto ne vanno a segno solo tre per un risultato finale di 4-3 per i Thunder che dopo dieci anni si uniscono all’urlo liberatorio di tutti i loro tifosi al seguito.

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